La
rettifica di Vasco alla bufera di proteste scatenatasi in seguito alla chiusura di Nonciclopedia, termina con la frase “Libertà di stampa non è libertà di offendere”.

Eppure quando sento quella voce roca cianciare banalità mascherate da trovate brillanti; quando vedo il personaggio ammantarsi di quell’alone di mistero e trasgressione, di quell’aura da uomo dannato e anti convenzionale, laddove lo scopo ultimo è in realtà incarnare la convenzione “dell’artista” che fa strappare i capelli alle ragazzine urlanti, e diventare la personificazione in carne ed ossa del clichè stesso; quando penso all’individuo quello che penso sono semplicemente le parole di disprezzo che sto scrivendo. Non sono le prese per il culo che nonciclopedia dedicava al “cantante”, che certo non avevano lo scopo di diffamare, ma semplicemente di far ridere, o al massimo di deridere un po’ un personaggio tronfio e pieno di sé. No, le mie sono parole di puro e semplice disprezzo, e in un paese libero e civile dovrei sentirmi libero di poterle esprimere senza rischiare di dover contribuire al prossimo yacht del personaggio famoso (e ricco) di turno.
E mentre il numero di persone sulla pagina di facebook “salviamo nonciclopedia” aumenta ogni momento, sulla pagina di Vasco cercano di correre ai ripari e difendono il “musicista” con un ulteriore rettifica direttamente dall’avvocato di Rossi: “
Le precisazioni dell'avvocato”. C’è qualche passaggio su cui vale la pena porre l’attenzione
L'Artista ha sempre richiesto alla Community non l'intera rimozione del
sito, bensì esclusivamente la rimozione della pagina a lui dedicata,
La chiusura di Nonciclopedia è evidentemente un gesto di protesta, direi sacrosanto in un periodo in cui si cerca di imbavagliare chiunque metta bocca sui potenti, ricchi e/o famosi.
e non per via del contenuto satirico (del tutto assente) ma per la presenza di
contenuti offensivi, diffamatori e non veritieri.
La pagina di nonciclopedia su Benedetto XVI esordisce così:
“Questa pagina offende il Signore ed i suoi seguaci! Smetti di leggerla, o sarai scomunicato, arso vivo e messo sotto sale per compiacere il Signore.” e prosegue con una serie di immagini, frasi e descrizioni tutt’altro che lusinghiere, ma soprattutto direi
non veritiere!! Forse abbiamo un nuovo unto del signore, rendiamo tutti onore a San Vasco, che poverino fa tanto il duro, quello che “chi se ne frega”, ma si è sentito offeso dalle scemenze dell’utente medio di Nonciclopedia, un “quindicenne occhialuto”, come lo definisce la stessa Nonciclopedia.
Le precisazioni dell’avvocato proseguono quindi con la sua ricostruzione dei fatti (consiglio confronto fra le due ricostruzioni, poi ognuno si faccia la sua opinione in merito), per poi arrivare ad una vera e propria chicca: il messaggio attualmente pubblicato dagli amministratori sull'homepage, ed il cui contenuto è ben lontano dalla realtà dei fatti come sopra messo in luce, ha scatenato una serie di insulti del
tutto ingiustificati.
Il messaggio riportato su nonciclopedia è il seguente:
- 1 febbraio 2010, ore 12:00: l'avvocato avvisa Vasco dell'esistenza della pagina su Nonciclopedia.
- 1 febbraio 2010, ore 12:03: l'avvocato spiega a Vasco cos'è Nonciclopedia.
- 1 febbraio 2010, ore 12:07: l'avvocato spiega a Vasco cos'è internet.
- 1 febbraio 2010, ore 12:12: l'avvocato risponde a Vasco che "no, non ho da accendere".
- 1 febbraio 2010, ore 12:13: l'avvocato spiega a Vasco cos'è un computer.
- 1 febbraio 2010, ore 12:15: l'avvocato la prende alla lontana e comincia da:
- 4 000 a.C.: l'uomo inventa la scrittura.
- 1 febbraio 2010, ore 19:00: Vasco e l'avvocato sono ancora al telefono.
- 1 febbraio 2010, ore 19:02: l'avvocato, stanco della situazione, chiude la conversazione dicendo che se le vede lui.
Il commento dell’avvocato dà da pensare che il testo riportato sull’enciclopedia satirica in realtà non sia poi così lontano dalla realtà, e da inoltre una misura di quali potessero essere le orribili e insopportabili offese al “cantautore”.
A proposito degli insulti ingiustificati Nonciclopedia risponde con un’affermazione che non condivido: “Abbiamo letto molte cose interessanti, alcune spiacevoli da cui ci dissociamo (insultare le persone non è giustificabile), e altre totalmente assurde”
Non è giustificabile da chi? In base a cosa? Ed è perseguibile?
Il reato di opinione è un assurdità, sotto qualunque forma.
Criticare è un diritto, insultare è un diritto, offendere è un diritto, disprezzare è un diritto, ed esprimere il proprio disprezzo lo è altrettanto. E se insultare e offendere sono di cattivo gusto (ed effettivamente spesso lo è di cattivo gusto), ebbene, anche il cattivo gusto è un diritto. Parlare, scrivere, comunicare, condividere, devono essere diritti intangibili. L’unico modo per contrastarli deve essere con lo stesso strumento: con la dialettica, mai per nessun motivo con la repressione. Altrimenti si finirà veramente per legittimare il Partito dell'Amore che accusa i "Brigatisti dell'Odio" di essere i mandanti morali (vedere dal minuto 6 al 12) di chissàcheccosa, laddove i due minuti d'odio di Orwelliana memoria sono semmai quelli di chi cerca un capro espiatorio e lo trova nelle toghe rosse. Per concludere, una citazione un po’ banale e scontata, ma sempre attuale: “Non condivido la tua opinione, ma darei la vita perché tu possa esprimerla”.