Come tutte le altre volte, mi ritrovo davanti a uno schermo/foglio/tovagliolo/pezzodicarta bianco, con la domanda fissa in testa "e ora che cosa dovrei scrivere? Cosa dovrei comunicare al mondo?" e chiaramente nessuna illuminazione che mi aiuti a rispondere a questa domanda. Ho già alle spalle un paio di tentativi abortiti di iniziare un blog, e molte cose scritte invece per essere assaporate esclusivamente dai miei occhi impietosi, e da quelli di pochi altri. Eppure continuo a pensare, mi dico che dovrei permettere agli altri di leggere quello che scrivo. Mi ripeto che se non è altruistico costringere terzi a leggere riflessioni che rischiano di essere banali, scontate e peggio ancora orribilmente noiose, sicuramente tenerle esclusivamente per se è ancora più egoistico. Tutto sommato rischia anche di esserci qualche piccola perla di saggezza (spicciola?), nelle riflessioni di chiunque. E se qualcuno vuole sottoporsi a questa “medicina”, che rischia di essere più amara che benefica, perché impedirglielo?
Però la domanda rimane: ma io di cosa voglio parlare? La verità è che vorrei parlare di tutto. A rischio di essere dispersivo, vorrei semplicemente condividere qualche pensiero, qualche idea, qualche riflessione. L’alternativa sarebbe un blog specialistico sull’ornitologia.
No, non sono un ornitologo, ma mi piaceva inserirci questa parola, mi piaceva il suono. Sono uno studente di medicina. Anche se Nicholson in Terapia d’Urto, mi obietterebbe che questo non risponde alla domanda “chi sei?” quanto piuttosto “cosa fai?”.
Non mi dilungherò quindi a descrivere la mia personalità, o a cercare di rispondere a una domanda che posta in questi termini, non credo abbia effettivamente una risposta definita. Credo semplicemente che chi mi conosce possa avere un suo particolare giudizio di chi sono, e che chi mi vorrà conoscere, se ne farà a sua volta uno. E anche qua preferisco fermarmi prima di diventare il Pirandello dei poveri.
In definitiva, mi piacerebbe che le cose che scrivo, possano essere una pillola che lenisca qualche piccola sofferenza (mia e di chi mi legge), una pillola dolce, una pillola di zucchero, un PLACEBO.
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