In realtà non c’è molto da dire. Anche Wikipedia chiude i battenti. O meglio: sull’onda della protesta di Nonciclpedia - che nel frattempo ha riaperto – l’enciclopedia libera - cheforsenonsaràpiùcosìlibera - apre la sua protesta in un modo sicuramente assai più formale degli sberleffi con cui l’enciclopedia satirica si è presa gioco dei piagnistei di V.R., e contro un nemico assai più potente e pericoloso di uno strimpellatore permaloso.
La pagina che viene visualizzata da chiunque cerchi di entrare su una qualsiasi voce di Wikipedia italiana, presenta un comunicato che descrive i sostanziali pericoli in cui incorrerebbe wikipedia (nonché qualsiasi pagina web che voglia parlare di qualcuno in carne ed ossa) se fosse approvato in parlamento il DDL intercettazioni.
Questo disegno di legge, prevederebbe infatti l’imposizione per qualsiasi pagina on line (“per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” come recita il DDL), di rettificare entro 24 ore dalla richiesta della parte che si suppone lesa, senza l’intervento di terzi (giudici, o comunque un autorità che garantisca un minimo di correttezza nel processo). Vale a dire che se io mi chiamo per uno strano caso GianSilvio e leggo sulla pagina web di pinco pallino “quel porco di GianSilvio si scopa le minorenni”, posso imporre a pinco pallino di cambiare la suddetta frase con “quel sant’uomo di GianSilvio fa opere di carità nei confronti delle poveri minorenni misconosciute da nonno Mubarak, sottraendole ad un atroce destino di droga e prostituzione”.
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